Resilienti con il Kaizen


Oggi voglio parlarti di una metodologia giapponese che amo molto e che sto studiando da tempo: il KAIZEN. Questo metodo, nato in ambito aziendale ma che negli ultimi decenni ha visto la sua applicazione anche nella sfera professionale e personale, ha come principio base il miglioramento continuo. Un rinnovamento fatto di piccoli passi, da fare giorno dopo giorno in maniera costante, che ti permette di non rivoluzionare il tuo business stravolgendolo, ma di apportare ogni giorno quei piccoli cambiamenti il cui effetto complessivo diventa un processo di miglioramento che coinvolge interamente la tua attività.


E mai come in questo momento c'è stato bisogno di essere resilienti per gestire il cambiamento in maniera positiva.


Interessante vero? Continua a leggere e ti spiego come portare dei miglioramenti piccoli ma costanti nel tuo lavoro...



Un po' di storia...


Il kaizen nasce in un periodo della storia di forte incertezza in cui le aziende si trovano a gestire dei cambiamenti non indifferenti e viene richiesta loro molta resilienza nell'affrontarli.


Un primo embrione di questa metodologia la troviamo negli Stati Uniti nel 1940.

La Germania nazista ha appena invaso la Francia e gli Stati Uniti si rendono conto che per inviare agli alleati rifornimenti, armi e truppe sufficienti devono intervenire sulle loro linee di produzione andando a portare dei cambiamenti nelle loro fabbriche.

I manager vengono formati a gestire questi cambiamenti senza apportare grossi stravolgimenti nelle loro aziende ma andando ad analizzare le centinaia di piccole cose che possono perfezionare per migliorare poco per volta ma con costanza.


Dopo la guerra queste linee guida vengo riprese dal Giappone che, come puoi immaginare, a fine anni '40 è un paese completamente devastato. In questo paese il metodo statunitense entra a far parte della cultura aziendale giapponese che lo migliora e lo amplia fino a diventare quello che noi ora conosciamo come metodologia LEAN, di cui il Kaizen è uno dei pilastri. Ed è proprio in Giappone che nasce il termine KAIZEN, coniato da Masaaki Imai, economista e consulente.


La strategia delle 5 S


Quando si decide di cambiare e migliorare alcuni aspetti della propria attività si punta all'innovazione. Questo però è un processo molto drastico. Spesso il mutamento a cui si aspira è radicale e si pretende di raggiungerlo in breve tempo. Ma, rivoluzionare le proprie abitudini dall'oggi al domani non è così semplice e spesso si finisce per ricadere nelle vecchie abitudini. Il Kaizen invece è illustrato molto bene da un famoso detto:


Un viaggio lungo mille miglia inizia con un piccolo passo. Lao-Tze

Secondo questa metodologia nessun processo è perfetto ma può essere migliorato, ossia ogni cosa che si stiamo realizzando può essere perfezionata procedendo a piccoli passi.


Come? Con la strategia delle 5 S:


  1. SEIRI (scartare): Fai un'analisi di quello che è necessario e dividilo da quello che non lo è scartando quest’ultimo (buttalo senza sensi di colpa! Ricordati: Less is more!);

  2. SEITON (ordinare): Ogni oggetto deve avere una sua specifica collocazione. Decidi qual è e rispettala. (Così risparmierai un sacco di tempo perché non lo dovrai cercare ogni volta);

  3. SEISO (pulire): Tieni pulito il tuo posto di lavoro, i tuoi macchinari, le tue attrezzature;

  4. SEIKETSU (standardizzare): Standardizza le attività ripetitive, crea sistemi di procedure e processi che siano snelli, di facile comprensione e utili (di questo parlo nell'articolo dedicato a come sistematizzare la tua attività);

  5. SHITSUKE (condividere): Se hai dei collaboratori o dei dipendenti e decidi di apportare i miglioramenti dei precedenti 4 punti, ricordati di formarli affinché anche loro possano adottarli nel migliore dei modi.


Questi 5 punti ti sembrano scontati?


Ma quante volte ti è capitato di trovarti in un ufficio e l’addetto per trovare un documento ci ha messo un quarto d’ora, perdendo e facendoti perdere un sacco di tempo?


Oppure hai mai visto dei lavoratori sprecare tempo e risorse perché non trovavano più un attrezzo, in quanto un loro collega lo aveva utilizzato e non lo aveva più rimesso al suo posto, ritardando così il lavoro?


Oppure nel pulire l'attrezzatura che utilizzi per il tuo lavoro, ti sei accorto che c'erano delle viti o bulloni allentati e grazie a questo hai potuto evitare guasti?


Questi sono solo alcuni esempi che però possono davvero farti capire quanto sia importante per un’attività fare propri questi 5 atteggiamenti.


Come iniziare?


Considerando il fatto che il kaizen stesso dice di procedere a piccoli passi affinché le abitudini si acquisiscano davvero ed entrino a far parte della tua cultura (se pensi che le ricerche dicono che ci vogliono almeno 28 gg per fare propria una nuova abitudine…) ti suggerisco di non stravolgere la tua azienda o la tua attività professionale ma inizia ad introdurre pian piano le 5 s e vedrai che i risultati non si faranno attendere.


Come dico sempre, mettere mano all’organizzazione ha bisogno di tempo, di una profonda analisi (perché non esistono soluzioni chiavi in mano) e di tanta pazienza e disciplina. Se farai così avrai dei risultati davvero importanti sotto forma sia di risparmio di risorse, che di raggiungimento di obiettivi, oltre al fatto che, migliorando la qualità del tuo lavoro, godrai di ottima reputazione.


Ti lascio con una frase di uno scrittore francese di fine '800 che che mi piace molto:

Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero vivendo. (Anatole France)

Quindi inizia oggi il tuo percorso di miglioramento continuo, un piccolo passo alla volta... e fammi sapere come sta andando!


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